Sveglia all'alba. Anzi, ancora notte. Alle sei in punto del mattino sono in viaggio verso Napoli. Sul sediolino anteriore ho sistemato la TV e nel retro una valigia piena di cose pesanti. Mia madre si è offerta di venire con me per farmi compagnia, ma non c'è posto per altri esseri umani e vado da solo.
Alle sei e trenta del mattina il traffico di Napoli è vispo ma per nulla intasato. Molta gente per strada nell'ora dei pendolari, mentre l'atmosfera ancora bruna è trafitta dalla luci gialle e rosse delle automobili.
Il mio vicoletto ancora sonnecchia nel rumore di quel furgoncino dotato di spazzoloni che lava la strada (quale sarà il suo nome all'anagrafe?). Così suggerisco a me stesso di fare un lavoro pulito pulito sullo stile di Arsenio Lupin.
Scaricare la TV, chiudere l'auto, portare la TV nel palazzo, adagiarla ai piedi delle scale, aprire la porta del pianerottolo, aprire la porta di casa, portare la TV in casa, mettere la TV sul letto, lasciare tutto aperto, ripetere la stessa procedura con la valigia di cose pesanti. Fare piano, non svegliare nessuno. Meno male che non vivo al quarto piano!
Resto solo con la casa, ci guardiamo. Accendo il frigorifero, mi riposo un po' sul letto. Questa notte saremo per la prima volta insieme.
Poi mi alzo e mi rimetto in cammino per riportare l'auto a casa. Il sole appare tra il Monte Somma e il cratere del Vesuvio, il traffico è più intenso, ci sono già i primi ingorghi. Ma l'aria delle sette e trenta e fresca e frizzante. Mi meraviglio di come alcuni automobilisti siano in grado di ripartire un attimo prima che appaia il verde. In tanti anni devono aver interiorizzato i tempi delle luci che ormai fanno parte dei loro ritmi biologici. Il rosso resta sessanta respiri. Il verde trenta.
martedì 2 ottobre 2007
domenica 30 settembre 2007
Alle svolte la vita
I preparativi sono tutti nel sacco, anzi in valigia. Bisogna solo mettersi in marcia. Ho chiesto a mia sorella di comprarmi qualcosa che secondo lei mi sarebbe stato utile nella nuova casa. Le ho dato 50 euro sperando che mi portasse il resto. Ne ha spesi 53 comprando, tra l'altro, un coltello per il formaggio con suscritto "cheese" e uno per la pizza con suscritto "pizza", alcuni mestoli di cui ignoro la funzione (ma che di certo non userò mai) e neanche un bicchiere. Berrò dall'incavo delle mani come Diogene il cinico.
Questa settimana comincerà la mia vita da single a Napoli, sono un gomitolo di emozioni. La cosa che mi preoccupa di più è: riuscirò a fare il bucato?!
C'è un ricordo che mi porterò con me ovunque sarò nella mia vita. E' il gallo "highlander" (perché non muore mai) che sin da quando ero bambino canta ogni giorno dalle due del pomeriggio in poi. Non so di chi è, non so dove si trova. Per me è da sempre un soltanto "chicchirichì" lontano. Credo che continuerò a sentirlo anche nel centro della città. Piccola schizofrenia romantica alle svolte della vita. Perché la vita alle volte, anzi alle svolte, cambia.
Questa settimana comincerà la mia vita da single a Napoli, sono un gomitolo di emozioni. La cosa che mi preoccupa di più è: riuscirò a fare il bucato?!
C'è un ricordo che mi porterò con me ovunque sarò nella mia vita. E' il gallo "highlander" (perché non muore mai) che sin da quando ero bambino canta ogni giorno dalle due del pomeriggio in poi. Non so di chi è, non so dove si trova. Per me è da sempre un soltanto "chicchirichì" lontano. Credo che continuerò a sentirlo anche nel centro della città. Piccola schizofrenia romantica alle svolte della vita. Perché la vita alle volte, anzi alle svolte, cambia.
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